Donne: è arrivato l’orgasmo!

Orgasmi (Credits Theiggsta from Flickr.com)

(Credits: Theiggsta from Flickr.com)

Uno dei problemi maggiori che affligge le donne e che le spinge a dire di no al sesso è la difficoltà a lasciarsi andare al punto da toccare il vertice del piacere. L’orgasmo, diciamocela tutta, per le donne è una vera conquista. Bisogna dimostrare pazienza e non è sempre detto che basti costruire una forte affinità sentimentale con il fidanzato o il marito per raggiungerlo. Infatti si contano a centinaia le donne impegnate in lunghe relazioni che vanno a bussare alle porte dei sessuologi perché lì…non ci arrivano. Ma allora ci sono dei metodi che possono aiutare? certamente sì e alcuni di questi sono stati dimostrati scientificamente. Elenchiamo i principali:

masturbazione (credits Frl.Schrodinger from Flickr.com)

(Credits: Frl.Schrodinger from Flickr.com)

1) La masturbazione: è una pratica fondamentale per sentirsi padrone del proprio corpo e raggiungere una confidenza profonda con le proprie sensazioni emotive. Se non ci si abitua a godere da sole (abolendo sensi di colpa, vergogne e vecchi pudori che ci trasciniamo dall’adolescenza) diventa davvero molto difficile delegare il partner a tale scopo. Occorre ricordarsi che non è lui a doverci condurre verso l’orgasmo, bensì è compito nostro prendere in mano la situazione e capire cosa e come ci piace di più. E qui sta il punto: se non lo sappiamo nemmeno noi cosa ci piace (poiché non lo abbiamo scoperto prima da sole), possiamo insegnare al nostro partner a farci godere? O covate ancora l’illusione che il vostro principe azzurro sia nato imparato e sappia già tutto del sesso??

food (credits Stuart Webster from Flickr.com)

(Credits: Stuart Webster from Flickr.com)

2) L’alimentazione: ebbene sì, siamo quello che mangiamo. Per cui se ci nutriamo bene il nostro corpo a letto farà faville. Cosa mettere sotto i denti? cibi ricchi di proteine e vitamine che rendono il sistema immunitario resistente e ci fa sentire quasi invincibili! un corpo ben nutrito viene percepito come pieno di energie che vanno a confluire dritte dritte nel nostro sistema nervoso che dirà grazie per l’iniezione di autostima. Sentirsi in forma, belli carichi, con l’umore alto fa venire una voglia maledetta di fare l’amore. Provate a chiedere in giro se non è così. A tale scopo riducete i carboidrati e soprattutto gli zuccheri (contenuti in dolci, pane e pizza): all’inizio danno una scarica di adrenalina ma nel giro di poco tempo vengono bruciati e lasciano una sensazione di spossatezza e malinconia generale. Per cui se siete in sovrappeso e non fate più sesso, sappiate che è colpa dei chili di troppo. Forza, rimettetevi in gioco e riconquistate i vostri orgasmi con una bella dieta dimagrante.

coppia (credits ARACELOTA from Flickr.com)

(Credits: ARACELOTA from Flickr.com)

3) L’umore: quando si è giù, si sa, non si ha voglia di far niente, figuriamoci di far sesso. Ne consegue che l’orgasmo dipende tantissimo da come ci sentiamo e da come abbiamo vissuto parecchie ore prima. Vi faccio un esempio: dopo una bella notizia o un successo raggiunto, a chi non è venuta la voglia di strappare i vestiti al partner e festeggiare in erotica allegria? solo che di situazioni felici non ne capitano tutti i giorni e la noia e l’apatia entrano facilmente in camera da letto. Tuttavia nulla è perduto: invece che campare nella pestilenziale routine perché non arricchire la propria vita mortale con hobby, passioni, intrattenimenti vari, magari da condividere con la persona che si ama? Iscriversi a un corso di ballo, di teatro, di cucina, o perché no?arrampicarsi sulla roccia. Qualunque cosa attiri adrenalina e sensualità va benissimo, purché praticata con regolarità e passione. So che può sembrare strano dato che parliamo di orgasmi, ma le strade per raggiungerlo sono davvero le più imprevedibili…

preliminari (credits Rita M from Flickr.com)

(Credits: Rita M from Flickr.com)

4) Preliminari: qui il discorso si fa forse più tecnico. La donna ha incorporato un motore diesel e va scaldata piano piano. Per cui pretendete e chiedete che lui vada piano, che vi faccia una montagna di complimenti prima, che vi faccia sentire la donna più sexy del pianeta, che vi accarezzi e vi baci lentamente, che scopra la pelle del corpo centimetro per centimetro e si arrivi al “punto caldo” solo dopo una cocente attesa. Ricordatevi che ognuna di noi è una piccola Venere che va venerata, vezzeggiata e coccolata. Se un uomo non ci sa fare, nel sedurla, nel corteggiarla, nel darle piacere a fior di pelle, dubito che avrà mai al suo fianco una donna realizzata sessualmente. Semmai  avrà forse in un prossimo futuro…un bel paio di corna!

orgasmi (Credits Lucho Molina from Flickr.com)

(Credits: Lucho Molina from Flickr.com)

5) Durata dell’erezione e altri stimoli utili: parecchie mie amiche hanno già sorpassato i punti qui sopra e si lamentano di cose tipo: “Lui dura troppo poco e non ho il tempo per venire anch’io”; oppure ancora “Pensa solo a sé stesso e non si prodiga per farmi godere”; e poi “Non è bravo a farlo, è colpa sua se non godo perché io invece ci metto tutto l’impegno”.

Ecco su questo punto assai dolente dedicherò i prossimi post, parlando direttamente agli uomini che magari vogliono provare a diventare più bravi e…generosi. Tuttavia tengo a dire che per le donne la penetrazione è una delle maniere più difficili per raggiungere l’orgasmo. Quindi c’è poco da illudersi. Ci sono invece molti altri modi in cui si possono stimolare la vagina, il clitoride, il punto G, l’ano, la zona prostatica interna che porta allo squirting, e che le percentuali di successo del raggiungimento dell’orgasmo sono altissime. Per cui se ambite all’obiettivo orgasmo, sappiate che non è facendo la solita scopatina lui sopra-io sotto e poi fa tutto lui, che ci riuscirete. I libri in materia sono di spessore enciclopedico (in teoria), ma quando passerete alla pratica…non tornerete più indietro!

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Rocco Siffredi, salvaci tu!

Rocco Siffredi

Quando faccio zapping in tivvù, lo ammetto, mi annoio tantissimo. Tra quizzoni, ricette di cucina, abiti da sposa costosi alla fine il telecomando mi chiede perdono. Mai che si parli della quotidianità, dei bisogni e dei problemi della gente comune. E soprattutto, mai che si parli apertamente di sesso e dei problemi che intercorrono nelle coppie che cercano di confrontarsi su questo importantissimo aspetto del loro legame. Per cui lo dico a gran voce: sono contentissima che sia piombato a ciel sereno un programmino, che dura un’ora soltanto (quanto vorrei durasse di più!), interamente condotto da un professionista del sesso, che parla per cognizione di causa: Ci pensa Rocco è una ventata d’aria fresca in questa bacchettona barba mediatica tricolore, e dal mio punto di vista è proprio ciò di cui hanno bisogno gli italiani.

sessuologia

(Photo Credits: xwoundsoflovex from flickr.com)

Perché? innanzi tutto non se ne poteva più di inscatolare il sesso dentro la scienza e la psicologia. Ovvero il medico o la dottoressa in camice bianco, con la faccia da secchioni, che parlano parlano parlano, e si vede lontano un miglio che ripetono a pappagallo le cose che studiarono sui libri ai tempi dell’università (invece che passare la giovinezza a spassarsela a scoprire il sesso, per l’appunto). La figura del medico è sì autorevole, ma in fin dei conti si rivela fredda, distaccata, poco empatica, dinanzi a un argomento che invece necessita di slancio, istinto e buoni esempi. Un po’ come i programmi di cucina: se vuoi imparare l’arte del buon cibo, devi stare a guardare un cuoco. Idem con patate per l’ars amandi: se vuoi imparare a far bene l’amore, bè devi confrontarti con chi è bravo a farlo e a viverlo liberamente, non solo con i blablaisti!

crisi di coppia

Quindi torniamo a Rocco Siffredi, noto ex attore di film porno, ora conduttore su Cielotv (lo danno il venerdì alle 23, giorno in cui amo andare a teatro ma vale la pena restare a casa e guardarselo) di un real-show in cui i protagonisti sono coppie italiane vere e assolutamente autentiche che scrivono alla redazione (e a Rocco) per chiedere loro una mano. Il problema è il solito di tutti: dopo anni e anni insieme, il desiderio si abbassa, in alcuni casi scompare. Come fare? divorziare? farsi l’amante? stare zitti e soffrire? diventare magari scambisti così non ci lasciamo? Per quanto viviamo oramai nel 2014 sono ancora tante le persone che si vergognano spudoratamente di affrontare i propri problemi sessuali, e piuttosto che guardarli dritti in faccia mandano all’aria la propria relazione, rovinando di conseguenza la famiglia (con i figli che ci soffrono e la Chiesa che si dimena dalla rabbia per l’ennesimo divorzio).

Allora, invece che mettere la testa sotto la sabbia e continuare a perpetuare una società ipocrita, finto perbenista, non è meglio cominciare a pensare al matrimonio, alle convivenze, alle relazioni, come a un luogo di incontro, esplorazione e ricerca del piacere senza limiti e tabù? Detto in soldoni: ma se non fai la porca con tuo marito, con chi dovresti farlo, col venditore di tappeti? Ma se non fai il toro caliente con la tua donna, con chi dovresti andare? con la prostituta all’angolo? Per questo faccio un enorme applauso alle coppie che vediamo nel programma Ci pensa Rocco: loro ci mettono la faccia e per questo hanno una marcia in più. Vogliono vincere la paura di essere giudicati dai loro genitori, amici e  colleghi che, inesorabilmente, li vedranno in tv. Non temono di dichiarare apertamente i loro problemi, cercano piuttosto soluzioni, nuove strade, abbattano i muri dei tabù e del silenzio. Ricominciano a giocare liberi. Ed è qui la chiave del sesso che appaga e che si cerca ancora e ancora: la libertà che abbiamo nella mente. In fondo non è necessario essere disinibiti come una pornostar, o darsi alle cose pazze; basta lasciare andare la mente, sfogare le fantasie, ascoltare con curiosità i desideri del partner e apprezzare il suo corpo, la sua pelle, il suo odore.

UK Society 62: British Love

(Photo Credits: Francisco Osorio from Flickr.com)

Rocco Siffredi in questo programma si mostra gentile, attento all’ascolto ma è anche peperino, in quanto porta i due protagonisti in terreni nuovi, giochi arditi, chiede ai due di “crescere” sessualmente, di non pensare al sesso come quando si era ragazzini, ai tempi in cui molte coppie si erano innamorate e formate. Credo quindi che il nodo di tutta la trasmissione e la sua validità stia qui: il sesso ha tante età. A 18 anni è scoperta emozionante, passione degli ormoni. Ma a partire dai 30 anni diventa una faccenda da adulti. Le donne dovrebbero mettere da parte il loro mondo virginale fatto di carezze, orgasmi non sempre raggiunti (e talvolta finti) e biancheria di cotone. Mentre gli uomini dovrebbero perfezionare l’arte del corteggiamento che non si limiti al solito mazzo di fiori+cena al ristorante; per non parlare della “fretta” nel consumare il rapporto che fa parte della tipica foga adolescenziale. In una coppia non si cresce e si matura insieme solo mettendo su casa e allevando figli, occorre puntare sulla qualità del rapporto e sul piacere che si costruisce ogni giorno stando insieme. Ma di questo se ne è accorta anche la Chiesa vaticana che nei corsi pre-matrimoniali insegna ai fidanzati a coltivare la sessualità come un valore e a praticarla proprio come simbolo dell’amore che unisce due persone. Di conseguenza bacchettoni miei, il vostro tempo è finito, ben venga l’epoca delle persone libere, sincere, disposte a tenersi strette il partner con tutti i mezzi! Specie se questi mezzi sono costituiti da baci, leccate, succhiotti, un paio di manette…. .

complicità di coppia

(Photo Credits: Jorge Miente from Flickr.com)

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Passionalità+classe+un pizzico di ribellione= Elettra Maria Minolfi

Il tratto di una matita che pone l’accento su una femminilità dolce ma decisa, la sinuosità di eroine nate per sedurre, il colore pastello che sa di carezza sensuale… il disegno di Elettra Maria Minolfi sembra nato dal sussurro di una dea. Una dea spontaneamente cresciuta nella bellezza e che, a poco a poco, scopre la sua sessualità. Nata a Roma trentotto anni fa (e fiera di esserlo), nuota nell’arte dal grembo fetale. Sua madre, pittrice, le ha trasmesso la passione del disegno che diventa approfondimento con lo studio. “Ho fatto il liceo artistico e ho continuato a disegnare durante i miei quindici anni di carriera di arredatrice d’interni. Una volta interrotto il lavoro come arredatrice ho potuto concentrare le mie forze solo sul disegno, diventando pittrice e artigiana”. Galeotto fu l’incontro con una scrittrice che impasta saggiamente la parola erotica e la letteratura d’autore. “Tra me ed Emanuela Fidati fu segno del destino. Conoscerla ha fatto esplodere in me l’innamoramento per la rappresentazione erotica. Insieme abbiamo dato il via a una fertile collaborazione da cui è scaturito un libro illustrato, Distrazioni Quotidiane, un progetto al quale mi sono dedicata e affezionata da subito e ha contribuito a rafforzare la mia dedizione all’illustrazione di carattere erotico”.

Elettra ha uno stile unico nel tratto e nel carattere. Merito di una ricerca individuale e una solida formazione di base. “Sono un’assidua lettrice di fumetti e ho avuto modo di assorbire tanti stili, che tuttavia ho sempre cercato di somatizzare e rendere personali. Cerco di non farmi influenzare da nessuno e tutto ciò che disegno nasce dalla mia fantasia, pur riconoscendo come guru il mio grande Milo Manara: apprezzo molto l’eleganza e la dolcezza delle sue donne”. La mente di Elettra è ricca di idee e non sta mai ferma. “Attualmente, oltre ad insegnare pittura nel mio corso Thè e tavolozza, collaboro con scrittori di genere con cui stiamo portando avanti un progetto ambizioso: stiamo creando un portale web contenente racconti illustrati di una pagina, scaricabili con tutte le applicazioni su I-Phone, I-Pad, etc. Insomma, sono in continua evoluzione e questa consapevolezza è un grande stimolo per il mio lavoro”.

La foto usata in apertura ritrae un angelo con un’ala sola. “È il mio ultimo lavoro – sottolinea Elettra con entusiasmo – l’ho realizzato proprio per il sito di cui accennavo poco fa. Andrà ad accompagnare un interessante racconto, Latex nero, lungo una pagina come un soffio d’eros e la mia illustrazione da contorno. L’ala che spunta in realtà è di lattice, materiale che libera l’angelo da un fardello rendendola leggera e intrigante. Il racconto, non a caso, narra di una tuta di latex e di una donna, la quale costringendosi in essa finalmente si libera”.

I disegni di Elettra non nascondono la passione per la fumettistica giapponese, nota al mondo per la rappresentazione di donne ironicamente maliziose. “Adoro i manga e posso definirmi un’intima amante della cultura nipponica. In particolare del j-pop (japanese pop), del fenomeno cosplayer (è un fenomeno sociale in cui si indossano costumi ispirati ai personaggi manga, NDA), dei giovani e le loro tendenze. Ho cominciato a disegnare facendo manga, poi a mano a mano è diventato tutto di mia creazione e ora faccio ciò che mi intriga. L’eros è stato una bomba nel mio lavoro; mi diverto, cerco sempre di renderlo sensuale, come voglio essere io”. Chiedo quindi a Elettra cosa è per lei la sensualità e la risposta non poteva che essere questa: “Passionalità+classe+un pizzico di ribellione” e penso non male come addizione, assolutamente niente male… .

I disegni di Elettra sono frutto di svariate idee e momenti. Ci sono gli autoritratti, che la raffigurano libera e sexy come una valchiria monella; una ragazzaccia in stile street art che piace tanto ai giovani ma dalle curve pericolose; una ragazza chinata all’ingiù che mostra spudoratamente le natiche nude inguainate di calze a rete. “Si trattava di uno studio per affrescare un pub di Roma. Proposi io il soggetto e accettarono con molto piacere”. Che dire poi della reinterpretazione di Marilyn Monroe, sorta dalla richiesta di un committente. “Una ragazza cercava l’immagine di una donna burrosa e famosa da appendere nella sua stanza. Così io e lei abbiamo partorito l’idea della Monroe in una chiave moderna e audace. Mi piace concordare con il committente ciò che va realizzato e come prima cosa faccio degli schizzi veloci per avere un’idea di come potrebbe venire. Voglio mettere al servizio la mia abilità per concretizzare le fantasie di chi le commissiona e riesco a capire abbastanza in fretta cosa desidera: sedici anni di lavoro al contatto col pubblico aiutano”.

Le donne col tacco a spillo, corredate di frustini e corde sono un altro versante da cui osservare le opere della Minolfi. “Questi disegni sono il risultato di una rapida ispirazione: ho letto tutto d’un fiato il racconto Sotto i miei tacchi a spillo di Emanuela Fidati e ho disegnato seguendo i desideri dell’autrice, ossia assecondando ciò che lei voleva raccontare: forza, sicurezza, beffa, dominazione. Ma anche un delicato e sottile gioco dei sensi, che torna dolce ed eternamente femminile come nella scena in cui si sfila, delicatamente, le mutandine”. Nelle tele di Elettra non potevano mancare il bondage, simbolicamente raffigurato da un paio di mani curatissime e una corda che strizza i polsi e il gioco del feticismo, dove un paio di lucide, lucidissime scarpe dal tacco vertiginoso la fanno da padrone. Lei per esempio ne ha un paio strepitoso e vuole mostrarcele. Belle, vero?

Elettra ci traghetta in un mondo in cui le fantasie delle donne hanno una voce e non soccombono al pudore dettato dai tabù culturali che le schiavizzano al silenzio. Ogni donna, e non importa se bella o brutta, giovane o no, ha diritto di godersi in santa pace le proprie fantasie. Pensiero elogiato da questa immagine in cui si vedono esternate le fantasie di una ragazza che, come spiega Elettra, “mostra la languidezza di profonde carezze”. Una normale, normalissima donna, come ciascuna di noi, che può vivere e raccontare la vita con piacere e libertà. Grazie Elettra!

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Baciami le labbra…

Pubblichiamo una dolce poesia erotica di una lettrice, grazie OrchideaBlue!

 

 

Baciami le labbra

I capelli

Gli occhi

Il cervello.

 

Succhiami l’anima

nel tuo violento pulsare.

 

Sali tra le mie gambe

fino a farmi urlare…

nella dolcezza

del tuo cuore selvaggio.

 

OrchideaBlue

 

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Il sesso sicuro per gli anziani

Anche le persone anziane hanno certamente diritto ad avere una sana e, perchè no, vivace vita sessuale, su questo non ci sono dubbi. Ma non può non stupire e far discutere il nuovo video abbinato alla campagna anti aids di SaferSex4Seniors.org, in cui vengono mostrate diverse immagini in sequenza di coppie decisamente avanti con l’età che si esibiscono in una sequenza di posizioni del Kamasutra. Le coppie di anziani sono vestite, per fortuna, ma gli atti sessuali che mimano sono assolutamente espliciti.

Ma non è tutto. Perchè sul sito ufficiale http://safersex4seniors.org/ è possibile addirittura scaricare poster con vecchietti impegnati in acrobatiche evoluzioni hardcore, oltre a trovare articoli, guide e risposte su tutto ciò che riguarda il sesso nella terza età, con un’attenzione particolare rivolta ai preservativi. Che, in questi casi, ormai servono a preservare unicamente dalle malattie.

(Fonte: Ogginotizie.it)

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Le palline smart

Mal di schiena? Ernia del disco, problemi alle anche, incontinenza? Tutto dipende dal pavimento pelvico, quel complesso sistema muscolare che va dal pube (in avanti) al coccige e al sacro (all’indietro).

Sbaglia di grosso chi crede che quei muscoletti lì siano una faccenda esclusivamente sessuale e servano solo per “fare più o meno presa” durante l’amplesso. “Perdere forza, tono e controllo nel pavimento pelvico è l’inizio della rovina, cioè la perdita della stabilizzazione di tutto il corpo – spiega Silvia Pengo, padovana, laureata in Scienze Motorie, wellness trainer – . Senza stabilizzazione la colonna vertebrale è condannata a subire continui sovraccarichi dovuti anche al più piccolo movimento e quindi danni alla schiena e a tutte le articolazioni. Nella cultura occidentale manca completamente la cura di questa parte importantissima del corpo”.

Insomma, lasciando ammosciare quei muscoletti lì, ne risente la salute in generale. E anche l’ incontinenza femminile o i vari prolassi che si scoprono dai 40 anni in poi, sono solo l’emergere di un problema diffuso e sottovalutato.

Invece di sfiancarsi di addominali in palestra (spesso insegnati male e eseguiti ancora peggio), per le donne la soluzione arriva dal variegato mondo dei sex toys. Perché le famose “palline” da sempre considerate ausilio di piacere, sono in realtà un potentissimo strumento per allenare il pavimento pelvico e prevenire mal di schiena e incontinenza.

Si chiamano “Smartballs” e quelle consigliate dai terapisti sono made in Germany (per qualità di materiali e confort tutta un’altra cosa rispetto a quelle cinesi). Il costo è attorno ai 50 euro e l’”allenamento” promette una rivoluzione in benessere e salute. Basta “indossarle” ogni giorno per un tempo variabile a seconda dell’allenamento e “trattenerle” mentre si svolgono le normali attività quotidiane: faccende di casa, spesa, ecc… Il messaggio della wellness trainer padovana è chiaro: “Prendiamoci cura di noi stesse in autonomia, senza dipendere da terapisti o altro”.

(Fonte: Corrieredelveneto.it)

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Il punto G: finalmente è stato isolato e descritto

È stato oggetto di accesi dibattiti, ma adesso il «fulcro» del piacere femminile è stato per la prima volta anatomicamente isolato e descritto: il punto G si trova tra apparato genitale e urinario e forma un angolo di 35 gradi con la parete laterale dell’uretra.

Il lavoro di individuazione del tessuto, svolto sul corpo di una donna deceduta a 83 anni, è firmato da Adam Ostrzenski dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida. Il Punto Grafenberg, o punto-G, fu così chiamato per ricordare il ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, che per primo lo descrisse oltre 50 anni fa, situandolo sulla parete frontale della vagina a un’altezza di circa 2 centimetri e mezzo. Ricercatori inglesi del King’s College di Londra avevano in passato negato l’esistenza del punto, definendolo solo un mito alimentato da riviste e terapisti sessuali.

Ma qualche tempo fa Emmanuele Jannini Docente di Sessuologia Medica dell’Università degli Studi de L’Aquila, è stato il primo ad ‘avvistarè il misterioso punto che apre alle gioie dell’orgasmo vaginale: la presenza a livello anatomico del Punto G è stata osservata su un campione di donne con un semplicissimo strumento di uso routinario nella diagnostica, l’ecografia transvaginale e riportata sul Journal of Sexual Medicine, la stessa rivista su cui oggi pubblica Ostrzenski. Il lavoro di isolamento del tessuto è però la prima conferma anatomica della sua esistenza e svela anche le dimensioni del punto G: lunghezza 8,1 millimetri, larghezza da 3,6 a 1,5 mm, altezza 0,4 mm.

Una volta estratto, il tessuto del punto G è estendibile fino a oltre 30 mm e somiglia al tessuto erettile (il tessuto cavernoso) dei genitali maschili e del clitoride. Resta da chiarire se questo ispessimento sia presente e nella stessa posizione nel corpo di tutte le donne, spiega Ostrzenski in un’intervista; ma Jannini nel suo studio ne documentava la presenza solo in una parte del suo campione, non a caso le donne capaci di orgasmo vaginale. Bisogna anche capire se è più sensibile perchè più fittamente innervato. Ma lo studio di Ostrzenski dà una conferma dell’esistenza anatomica del punto G e secondo l’esperto questa ‘prova anatomicà potrebbe avere implicazioni cliniche e anche futuribili applicazioni commerciali.

(Fonte: Dazebaonews.it)

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Lo humour fa bene al sesso

Il sesso ha sempre bisogno di una bella risata di accompagnamento. Ecco alcune immagini per raccontare il sesso, in modo divertente.

Indovinate cos’è? 

 

Donne al potere!

 

Leccami fino alla morte…

 

Giochiamo all’impiccato?

 

“Vado fuori a stendere la biancheria…”

 

Mangia la frutta che ha tutte le vitamine 🙂

 

Porto fuori il cane a fare la pipì…

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Le 12 curiosità femminili sul sesso

Ecco una rapida carrellata di curiosità sulla sessualità femminile liberamente tratte dal blog di Betty Dodson (sessuologa americana che si auto-definisce “femminista proattiva verso la sessualità”).

  • David Buss e Cindy Meston (professori di psicologia all’Università del Texas) hanno rilevato che le donne con i seni piccoli sono più sensibili alla stimolazione erotica rispetto alle loro consimili più dotate. Inoltre, la sensibilità del seno tenderebbe a diminuire con l’età in tutte le donne.
  • La professoressa Elizabeth Lloyd dell’ Indiana University ha evidenziato che solo una percentuale compresa tra il 15 e il 35% delle donne raggiungono l’orgasmo durante il rapporto sessuale senza alcuna stimolazione clitoridea di accompagnamento.
  • I genitali femminili svolgono un ruolo decisivo nel favorire la paternità: la vagina non è semplicemente un collettore di spermatozoi che offre pari opportunità, ma è in grado di scegliere e selezionare il seme migliore per fecondare l’uovo femminile. Sembra infatti che il canale vaginale sia un luogo piuttosto ostile per i piccoli nuotatori: solo quelli geneticamente più validi raggiungono l’agognata meta.

  • Questo è uno dei motivi in base ai quali in natura la monogamia è un evento piuttosto singolare: nel regno animale non è raro che una femmina si accoppi con più maschi durante il proprio periodo riproduttivo. In questo modo può “scegliere” quello che è geneticamente più compatibile con il suo corpo: è il modo di madre natura di garantire una prole sana.
  • Attorno alla trentina, le donne sono più propense a tradire: alcuni autori spiegano che la fertilità comincia a diminuire, così, per massimizzare ciò che resta, le donne si guardano più facilmente attorno (spesso alla ricerca di un partner “migliore” di quello che già hanno).

  • Il punto G consiste in un insieme di ghiandole parauretrali che possono essere stimolate attraverso la parete superiore della vagina, e sarebbe presente circa nel 66% delle donne. In alcune donne si troverebbe nella zona che circonda una parte dell’uretra alla base della vescica (a circa sei-otto centimetri dall’ingresso della vagina), mentre in altre le ghiandole sarebbero distribuite lungo tutto il canale.
  • Non tutte le donne hanno davvero una ghiandola della prostata (punto G). In alcune donne, anche se le ghiandole parauretrali “tecnicamente” sono presenti, in realtà sono così sottosviluppate che possono contribuire ben poco al piacere sessuale. Esistono tuttavia molte altre strade per arrivare al piacere, quindi non è il caso di preoccuparsi in caso di “sospetta latitanza” del punto G.

  • Il record di orgasmi femminili ottenuti nell’arco di un’ora durante uno studio di laboratorio è di 134. Le donne hanno un’anatomia tale che l’orgasmo multiplo è spesso solo una questione di pratica: l’esperienza insegna che l’orgasmo non arriva soltanto per caso, ma si apprende, si coltiva… e si moltiplica.
  • È ormai evidenza scientifica il fatto che il clitoride sia composto diverse parti, delle quali la parte più visibile è il bottone piccolo (o glande); il resto si trova nascosto dietro le grandi labbra… insieme alle sue oltre 6.000 terminazioni nervose.
  • Diverse ricerche mostrano che durante il periodo dell’ovulazione (quando, cioè, vi è maggiore probabilità di concepire) la donna indossa i suoi abiti più vistosi. Alla base ci sarebbe la spinta di attirare l’attenzione del maschio della specie.
  • Durante lo sviluppo in gravidanza, il clitoride si evolve dallo stesso materiale embrionale del pene: dal punto di vista biologico si tratta quindi, sostanzialmente, dello stesso organo.

  • Le donne pluri-orgasmiche sono fortunate non solo in termini puramente numerici, ma anche di rapidità. Catherine Blackledge (giornalista scientifica britannica) ha riportato che mediamente durante il rapporto sessuale le donne pluri-orgasmiche arrivano al culmine in 8 minuti, mentre le donne che sono solo in grado di raggiungere l’orgasmo singolo avranno bisogno di almeno 27 minuti.

(Fonte: Sessuologia-milano.it)

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Qui il pene è una divinità che protegge la fertilità

Il primo effetto spesso è lo stordimento. Perché visitando i villaggi di un regno millenario incastonato sul versante meridionale dell’Himalaya, tra templi buddhisti e mercati di spezie, non ci si aspetta di vedere peni di ogni dimensione e colore dipinti sui muri delle case. Nel Bhutan occidentale, però, il fallo è benedetto: scaccia i demoni e protegge famiglie e abitazioni. Viene raffigurato adornato di nastri o ricoperto di peluria, tra draghi fiammanti o mentre eiacula baldanzoso. Il drago è il simbolo del Bhutan, campeggia sulla bandiera e dà il nome al Paese: nella lingua locale la Terra del Dragone.



Al lignaggio del drago viene ricondotto anche uno dei più importanti santi bhutanesi: Drukpa Kunley, monaco buddhista del 1455 che ha alimentato il culto del pene. Amante dell’alcool, donnaiolo, anticonformista, Drukpa Kunley viene considerato un “folle” illuminato, ma è a tutti gli effetti l’esponente di una declinazione del buddismo tantrico. Predicava il rifiuto dell’ipocrisia e la vita in piena onestà, anche dal punto di vista sessuale. Viene chiamato il Santo delle 5 mila donne, perché la sua opera di “illuminazione” sembra finisse sempre con l’unione carnale con le sue seguaci. E le leggende raccontano che provò a sedurre persino sua madre.

“Una giovane donna trova piacere nell’amore. Un giovane uomo trova piacere nel sesso. Un anziano trova piacere nei suoi ricordi. Questa è la dottrina dei tre piaceri”, insegnata Drukpa Kunley. Al monaco è dedicato il piccolo tempio di Chime Ihakhang. Mura bianche e tetto dorato, l’edificio è consacrato alla fertilità e meta di pellegrinaggio per coppie che desiderano avere un bambino. I monaci di Chime Ihakhang benedicono il capo dei pellegrini con un fallo di legno. E secoondo la tradizione orale la maggioranza dei visitatori concluso il viaggio dà alla luce un figlio.

(Fonte: Romagnanoi.it)

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