Passionalità+classe+un pizzico di ribellione= Elettra Maria Minolfi

Il tratto di una matita che pone l’accento su una femminilità dolce ma decisa, la sinuosità di eroine nate per sedurre, il colore pastello che sa di carezza sensuale… il disegno di Elettra Maria Minolfi sembra nato dal sussurro di una dea. Una dea spontaneamente cresciuta nella bellezza e che, a poco a poco, scopre la sua sessualità. Nata a Roma trentotto anni fa (e fiera di esserlo), nuota nell’arte dal grembo fetale. Sua madre, pittrice, le ha trasmesso la passione del disegno che diventa approfondimento con lo studio. “Ho fatto il liceo artistico e ho continuato a disegnare durante i miei quindici anni di carriera di arredatrice d’interni. Una volta interrotto il lavoro come arredatrice ho potuto concentrare le mie forze solo sul disegno, diventando pittrice e artigiana”. Galeotto fu l’incontro con una scrittrice che impasta saggiamente la parola erotica e la letteratura d’autore. “Tra me ed Emanuela Fidati fu segno del destino. Conoscerla ha fatto esplodere in me l’innamoramento per la rappresentazione erotica. Insieme abbiamo dato il via a una fertile collaborazione da cui è scaturito un libro illustrato, Distrazioni Quotidiane, un progetto al quale mi sono dedicata e affezionata da subito e ha contribuito a rafforzare la mia dedizione all’illustrazione di carattere erotico”.

Elettra ha uno stile unico nel tratto e nel carattere. Merito di una ricerca individuale e una solida formazione di base. “Sono un’assidua lettrice di fumetti e ho avuto modo di assorbire tanti stili, che tuttavia ho sempre cercato di somatizzare e rendere personali. Cerco di non farmi influenzare da nessuno e tutto ciò che disegno nasce dalla mia fantasia, pur riconoscendo come guru il mio grande Milo Manara: apprezzo molto l’eleganza e la dolcezza delle sue donne”. La mente di Elettra è ricca di idee e non sta mai ferma. “Attualmente, oltre ad insegnare pittura nel mio corso Thè e tavolozza, collaboro con scrittori di genere con cui stiamo portando avanti un progetto ambizioso: stiamo creando un portale web contenente racconti illustrati di una pagina, scaricabili con tutte le applicazioni su I-Phone, I-Pad, etc. Insomma, sono in continua evoluzione e questa consapevolezza è un grande stimolo per il mio lavoro”.

La foto usata in apertura ritrae un angelo con un’ala sola. “È il mio ultimo lavoro – sottolinea Elettra con entusiasmo – l’ho realizzato proprio per il sito di cui accennavo poco fa. Andrà ad accompagnare un interessante racconto, Latex nero, lungo una pagina come un soffio d’eros e la mia illustrazione da contorno. L’ala che spunta in realtà è di lattice, materiale che libera l’angelo da un fardello rendendola leggera e intrigante. Il racconto, non a caso, narra di una tuta di latex e di una donna, la quale costringendosi in essa finalmente si libera”.

I disegni di Elettra non nascondono la passione per la fumettistica giapponese, nota al mondo per la rappresentazione di donne ironicamente maliziose. “Adoro i manga e posso definirmi un’intima amante della cultura nipponica. In particolare del j-pop (japanese pop), del fenomeno cosplayer (è un fenomeno sociale in cui si indossano costumi ispirati ai personaggi manga, NDA), dei giovani e le loro tendenze. Ho cominciato a disegnare facendo manga, poi a mano a mano è diventato tutto di mia creazione e ora faccio ciò che mi intriga. L’eros è stato una bomba nel mio lavoro; mi diverto, cerco sempre di renderlo sensuale, come voglio essere io”. Chiedo quindi a Elettra cosa è per lei la sensualità e la risposta non poteva che essere questa: “Passionalità+classe+un pizzico di ribellione” e penso non male come addizione, assolutamente niente male… .

I disegni di Elettra sono frutto di svariate idee e momenti. Ci sono gli autoritratti, che la raffigurano libera e sexy come una valchiria monella; una ragazzaccia in stile street art che piace tanto ai giovani ma dalle curve pericolose; una ragazza chinata all’ingiù che mostra spudoratamente le natiche nude inguainate di calze a rete. “Si trattava di uno studio per affrescare un pub di Roma. Proposi io il soggetto e accettarono con molto piacere”. Che dire poi della reinterpretazione di Marilyn Monroe, sorta dalla richiesta di un committente. “Una ragazza cercava l’immagine di una donna burrosa e famosa da appendere nella sua stanza. Così io e lei abbiamo partorito l’idea della Monroe in una chiave moderna e audace. Mi piace concordare con il committente ciò che va realizzato e come prima cosa faccio degli schizzi veloci per avere un’idea di come potrebbe venire. Voglio mettere al servizio la mia abilità per concretizzare le fantasie di chi le commissiona e riesco a capire abbastanza in fretta cosa desidera: sedici anni di lavoro al contatto col pubblico aiutano”.

Le donne col tacco a spillo, corredate di frustini e corde sono un altro versante da cui osservare le opere della Minolfi. “Questi disegni sono il risultato di una rapida ispirazione: ho letto tutto d’un fiato il racconto Sotto i miei tacchi a spillo di Emanuela Fidati e ho disegnato seguendo i desideri dell’autrice, ossia assecondando ciò che lei voleva raccontare: forza, sicurezza, beffa, dominazione. Ma anche un delicato e sottile gioco dei sensi, che torna dolce ed eternamente femminile come nella scena in cui si sfila, delicatamente, le mutandine”. Nelle tele di Elettra non potevano mancare il bondage, simbolicamente raffigurato da un paio di mani curatissime e una corda che strizza i polsi e il gioco del feticismo, dove un paio di lucide, lucidissime scarpe dal tacco vertiginoso la fanno da padrone. Lei per esempio ne ha un paio strepitoso e vuole mostrarcele. Belle, vero?

Elettra ci traghetta in un mondo in cui le fantasie delle donne hanno una voce e non soccombono al pudore dettato dai tabù culturali che le schiavizzano al silenzio. Ogni donna, e non importa se bella o brutta, giovane o no, ha diritto di godersi in santa pace le proprie fantasie. Pensiero elogiato da questa immagine in cui si vedono esternate le fantasie di una ragazza che, come spiega Elettra, “mostra la languidezza di profonde carezze”. Una normale, normalissima donna, come ciascuna di noi, che può vivere e raccontare la vita con piacere e libertà. Grazie Elettra!

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