La prima notte del Tantra

Come già anticipato in un precedente post, cominciamo a spiegare come avvicinarsi al Tantra nella pratica. I maestri di questa antica disciplina suggeriscono alle coppie di vivere le così dette Sette notti del Tantra. Si tratta di sette momenti diversi, da vivere assieme al partner, e non necessariamente da compiere in sette giorni di seguito. Scegliete voi i giorni che preferite, privilegiando quelli in cui avete più tempo e voglia di concedervi degli spazi tutti vostri. Il Tantra è compagno del silenzio, della lentezza, della sensualità sopraffina.

Ciò che vi serve è questo: due stanze (se vivete in un monolocale usate anche la toilette); cibo come formaggio, pane, salumi e vino (senza preclusione di pietanze di altro tipo, l’importante è che sia facile da cucinare e afferrare con le dita, e se bevete solo acqua, va bene lo stesso!); candele (o comunque luci soffuse come le abat-jour con lampadine da quaranta – sessanta watt); opzionali ma utili anche un tavolino basso e tappeti con cuscini.

Come prepararsi

Prima dell’incontro dovreste: pulirvi e adornarvi di tutto punto (alle donne consiglio anche uno o più gioielli delicati e sottili da mettere sul punto vita e/o sulla caviglia, depilarsi di tutto punto, profumare i capelli; agli uomini barba fatta, unghie corte e pulitissime, capelli freschi di shampoo, igiene assoluta nelle parti intime: sembrerà banale ma c’è che ancora chi pensa che “l’uomo s’ha da puzzà”, ma non c’è niente di meno eccitante per una donna del XXI secolo di un compagno trascurato nell’aspetto).

Si comincia…

Infine giunge il momento di cominciare. Accomodatevi su cuscini e tappeti (in un salotto), l’uno di fronte all’altro, e accingetevi a sorseggiare le bevande scelte. Una volta terminato, baciatevi con le labbra umide. Poi staccatevi. Ora alzatevi. Lei deve spogliare lui, che rimarrà passivo con le braccia abbandonate lungo i fianchi. Togliete le scarpe, calze, pantaloni, giacca, camicia, indumenti intimi. Ogni volta che togliete un indumento, fermatevi. Guardate (senza toccare) la nuova parte del corpo scoperta del partner. Dopodiché sarà lui a fare lo stesso con lei. Ora siete nudi entrambi. Guardatevi. Senza vergogna. Senza paura. Pensate che avete di fronte l’immenso dono di ammirare il corpo nudo del partner. Imparate a venerarlo. A guardarlo senza toccarlo.

La fase successiva prevede il coinvolgimento del tatto. Lui tocca lei, che rimarrà passiva, rilassata. Lui le tocca le labbra con i pollici e l’indice, poi i capezzoli, il ventre e la zona pubica. Concentratevi su ogni singola parte che state toccando. Fate piano. Godetevi il momento e assaporate ogni singola sensazione che ne deriva. Lui ora chiude gli occhi. E cercherà di visualizzare nella sua mente quanto ha visto e toccato. Sempre con gli occhi serrati, lei gli prenderà la mano e lo guiderà alla scoperta del suo corpo. Piano piano, così da rendere lui sempre più consapevole del corpo di lei. Lui non deve arrivare oltre il monte di Venere (ovvero la parte alta del pube), mi raccomando. È la volta di lei come parte attiva. Farà le stesse cose appena dette e non dovrà andare oltre questo confine: toccare lui alla base del pene, stringendo delicatamente.

Lei apre gli occhi dopo la visualizzazione. Abbracciatevi. Sedetevi per alcuni momenti, stringendovi le mani e rimanete in religioso silenzio.

Ora separatevi…

I due si separano. Vanno in stanze diverse. Qui si rilassano, si toccano, possono masturbarsi. Mai potranno arrivare all’orgasmo. Se vi capita, non potete andare avanti. E bisognerà attendere alla volta successiva. Imparare a controllarsi è uno dei punti cruciali del Tantra. Sono vietate “distrazioni” come guardare la tv, leggere, etc.

Quando vi sentite veramente pronti ( ma mi immagino che lo sarete ), si compierà la prova più dura del Tantra: riunitevi, ma non saltatevi addosso, assolutamente! Sedetevi, bevete qualcosa, prendetevi per mano e guardate il partner in silenzio. Osservate l’eccitazione dipinta nei suoi occhi, il corpo tratteggiato dal desiderio (i capezzoli sollevati, il pene eretto, la vagina umida), rendetevi conto della calda, caldissima, atmosfera che voi, e voi soltanto senza l’aiuto di niente e nessuno, siete riusciti a creare. Pensate ancora di avere problemi ad eccitarvi?

E adesso?

Ora parlate. E consumate il pasto e le bevande che vi aspettano per rinfrancarvi. Raccontatevi le emozioni e le sensazioni che avete provato. Comincia qui la regola – una delle più famose del Tantra – dei 60 minuti. Ovvero bisogna far trascorrere 60 minuti prima che i due possano congiungersi carnalmente. Si tratta di una parentesi fisiologica che permette di “caricare” i corpi dell’energia necessaria che verrà goduta dopo.

Non barate! Non 50 minuti, o 45, ma precisamente 60, d’accordo? Sapete quanto crescerà l’ansia di fare l’amore, mentre guardate le lancette dell’orologio, che sembreranno sempre troooooppo lente? La spiegazione è che il Tantra vuole questo da voi:

In questo modo vi unite oltre l’unione fisica, oltre il piacere, oltre il tempo, come un solo essere.

L’energia canalizzata può diffondersi

Trascorso tale tempo, bando alle regole. Fate l’amore come più vi piace.

Liberatevi. Godete dell’amare e dell’essere amati. Fatelo in una camera da letto adornata di luci soffuse e candele, profumata di incenso o altri aromi che preferite. Se avrete seguito bene tutti i passi, dopo aver fatto l’amore non vi sentirete stanchi e svuotati come capita dopo il sesso vissuto in fretta. Al contrario, vi saranno aperte le porte di un appagamento profondo e sentirete nuova energia scorrervi nelle vene. A tutto vantaggio dell’unione di coppia e della vostra vita quotidiana.

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