Le eroine dell’eros di Alice Ravenna

La sensualità laccata nel vinile, gli sguardi maliziosi di una donna celati da una maschera, pose conturbanti, linee sinuose e perfette. Le eroine di Alice Ravenna sono degli autentici tributi alla femminilità contemporanea. Lei, poco più che trentenne, ha energia da vendere e ha – dote rara per una donna che vive in Italia – il coraggio di raccontare l’eros più sfacciato in immagini. Nata a Carrara, Alice ha seguito da giovanissima la passione per il disegno, grazie alle spinte di una madre illuminata, che per farla addormentare, al posto delle favole, le leggeva le storie sugli hobbit. Alice mi ha dato il piacere di farsi intervistare, e di raccontare il suo mondo intarsiato di colore ed eros.

Alice, raccontaci un po’ di te…

Ciao, sono nata a Carrara nel 1980. La mia attrazione per l’arte è cominciata prestissimo, disegnavo tutto quello che mi colpiva di più. Ricordo che andavo a periodi; prima arrivò la fissazione per i cavalli, che dopo sostituii con i dinosauri. Tanti soggetti sollecitavano la mia fantasia. Disegnavo da sola, senza l’aiuto di nessun maestro. La mia era pura passione. Alla fine, dopo il diploma, feci la mia scelta, e mi trasferii a Firenze.

Nel capoluogo toscano, Alice sperimenta una serie di esperienze che le insegnano a trovare la sua vera strada. Infatti non si iscrive subito a una scuola d’arte, ma frequenta per alcuni anni un corso universitario in scienze della formazione. Si accorge di non essere tagliata per i lavori sociali, sente un richiamo forte, provenirle da dentro. L’istinto le dice di cambiare tutto, torna a Carrara e si butta a capofitto nei corsi dell’Accademia delle Belle Arti. Da quel momento non smette un minuto. Seguiranno i corsi di computer grafica e la scuola internazionale di fumetto Comics (a Firenze, ancora). Una formazione sostanziosa e completa che la porta a lavorare negli studi grafici e a farsi conoscere negli ambienti del fumetto e dell’illustrazione.

La tua grande versatilità ti ha portato a creare illustrazioni di genere erotico: come è nato questo interesse e come scegli i tuoi personaggi?

I miei personaggi appartengono all’erotico horror. Fondono insieme due sentimenti molto profondi che Freud ha definito come Eros e Thanatos, ovvero la pulsione verso la vita, con tutte le sue passioni, inframmezzata dall’istinto per la morte, che è parte naturale della nostra vita e pullula nel nostro inconscio anche se noi facciamo fatica a riconoscerlo e ad accettarlo. L’idea di fondo è trasmettere qualcosa che sia d’impatto, che sia in grado di colpire qualcosa nascosto nell’Es. Intendo creare immagini che facciano breccia oltre la mente conscia, che magari possano suscitare paura in quanto legate a emozioni forti. Nelle mie opere mi sono ispirata a due grandi artisti, Brom e Giger, quest’ultimo famoso per aver realizzato la concept art del film Alien.

Alice vuole scoperchiare i maggiori tabù della società occidentale moderna: il sesso e la morte. Ha il fuoco ardito di chi ti dice di dare retta ai tuoi istinti primordiali, di disseppellire le emozioni represse e di guardarle in faccia. Ognuno è libero di farci quello che vuole, con i propri desideri. Sempre nel rispetto altrui, ma che si abbia – per favore – la sincerità di ammettere cosa proviamo veramente. L’arte di Alice è vera, perché tocca le corde della libertà individuale.

Nel tuo sito personale è presente una carrellata di otto eroine dell’eros che appaiono bellissime e seducenti, potresti raccontarcele?

Per me è come se fossero modelle occasionali. Emanano il proprio erotismo attraverso la posa, il costume, l’idea che trasmettono. Alcune di queste immagini presentano il tema del bondage sadomaso che, si legge nel famoso romanzo Historie d’O; i personaggi aspirano volontariamente a sottomettersi fino ad annullare la propria personalità.

La prima illustrazione è un tributo ad Angelina Jolie, una donna che considero magnetica, dotata di un fascino che ti ipnotizza. Questa seconda tela è stata il mio primo disegno a olio: volevo mettere in risalto la vera protagonista del bondage: la corda, colorata di toni chiari così da farla emergere dal corpo del soggetto. Qui invece una donna è raffigurata mascherata interamente velata dal lattice: adoro dipingere questo materiale. L’idea era di mostrare un volto quasi diabolico, che potesse appartenere a chiunque: mi piace che ognuno ritrovi in lei il personaggio o la persona che desidera immaginare.

La successiva è diversa dalle precedenti…

Dopo tante schiave volevo fare almeno una padrona. Con lei mi sono divertita a fare le calze, ho cercato di renderle più lucide possibili e di far evocare dal suo viso il piacere esibizionista che avevo in mente. Lei è una figura lasciva, il cui unico scopo e piacere è quello di farsi guardare e ammirare, come se si compiacesse di se stessa e del proprio essere. Ho scelto il rosso perché è il colore della passione per eccellenza e l’ho avvolta totalmente nel colore come fosse un estensione della sua voluttà. L’andamento verticale invece serve per dare dinamicità alla scena e si collega alla mano, messa ironicamente sopra il pube, come fa l’Olympia di Manet, proprio per convogliare in quel punto l’attenzione dell’osservatore.

Il soggetto della donna totalmente coperta è molto particolare…

Qui non c’è solo l’annullamento totale del soggetto, persino il volto è negato fino a diventare una maschera anonima. In esso si trova il piacere della costrizione e del dipendere da qualcuno per le proprie funzioni vitali. La mummificazione è il caso più estremo ed eclatante di questa particolare pratica. La persona viene avvolta nella pellicola trasparente o messa dentro una sorta di sacco di lattex al quale viene tolta l’aria, costringendola infine a respirare attraverso un tubo. L’individuo può essere lasciato lì per ore, oppure nel caso della pellicola punto con degli spilli. È l’atto di rendersi totalmente e ciecamente alla mercé dell’altro.

Le eroine di Alice sono la rappresentazione di una forma di piacere sessuale che prende il nome di feticismo, che assume svariate sfumature a seconda del grado di emozione di cui l’individuo ha bisogno. Indipendentemente da ciò che si pensa di tali pratiche non ha nessun senso nasconderle o giudicarle. Esistono, punto. Ed è giusto che l’arte abbia la possibilità di esprimere il bondage, il sadomasochismo, il fetish. Le cui peculiarità ormai abbondano dappertutto. Pensiamo ai video di note cantanti come Madonna o Lady Gaga, ai tacchi ai spillo che usano le donne di mezzo mondo, ai pantaloni in lattex che usavano i divi del rock negli anni ’60. Per chiudere la carrellata non poteva che comparire un tributo a una delle maggiori protagoniste del disegno erotico: Valentina.

La mia Valentina ha uno sguardo ammiccante, di invito. È una donna del XX secolo, protagonista della sua femminilità, che sente di appartenere a sé stessa ma allo stesso tempo non teme di sedurre.

Alice Ravenna è un fermento di idee e la sua ricerca di temi forti e innovativi è in costante cammino. In questo momento sta lavorando ai tarocchi erotici, in cui mette in risalto il vertiginoso intreccio tra magia ed eros, che da secoli affascina poeti, filosofi e artisti. Eccone qua un bozzetto, del primo della serie. Che ne dite, intrigante, no?

Fatele una visita su www.aliceravenna.it o su Facebook Alice Ravenna Illustrazioni

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Una risposta a Le eroine dell’eros di Alice Ravenna

  1. pennapiccante ha detto:

    1.300 visitatori ieri hanno letto l’intervista alla mitica Alice. Grazie a tutti! :))))

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