Guardare un film porno. Fino alla fine. Grazie al nuovo porno al femminile

Il porno è un modo di presentare il sesso che ha sempre riscosso successo. Sì, tra gli uomini. Ma a noi donne, dal sangue piccante, cosa piace? infatti per quanto si sostenga che la vista sia a forte appannaggio degli uomini non significa che anche a noi non interessino le immagini erotiche. Ci piacciono invece, eccome! L’importante è che siano in grado di sollecitare la nostra immaginazione, che non provochino fastidiose competizioni con femmine stratettone e culone e superporche, e che ci permettano di immetterci in un’atmosfera in cui poterci riconoscere. Del resto lo diceva anche l’inventore del teatro latino Plauto che la base del successo di un’opera teatrale (e nella nostra epoca, del cinema e della fotografia) risiede nella nota CATARSI. La catarsi è la capacità di immedesimarsi in una scena, qualunque essa sia, in grado di emozionarci, coinvolgerci. Allora, visto come sono costruiti i film porn, quante donne vere, normali, hanno una ottava di seno (al silicone), vanno in giro seminude, e desiderano andare a letto col primo uomo (per giunta brutto e con la faccia da viscido) che incontra? Ma su, daaai!!

Ecco allora che alcuni anni fa è nata una nuova corrente. Un gruppo di femministe, artiste, studentesse, scrittrici, si sono radunate e hanno lanciato un manifesto culturale che promuove il cinema porno al femminile. Ovvero un modo totalmente nuovo di raccontare storie di sesso in video che rispetta il punto di vista della donna. Nel 2005 il fenomeno ha preso così tanto piede da lanciare un festival del cinema, il Feminist Porn Award, che si tiene a Toronto, e quest’anno comincerà il 19 aprile.

Tra le candidate più gettonate figura la regista e produttrice Erka Lust, 34enne di Stoccolma, ma spagnola di adozione (dal 2000 vive e lavora a Barcellona), saltata ai balzi della cronaca per le sue pellicole versatili e di grande attualità. Il film che porterà a Toronto sarà Cabaret Desire, un piccolo capolavoro della parola erotica, in cui quattro raccontastorie narreranno scenari caldi e avvolgenti dalla atmosfere intime e straordinarie.

Erika Lust è diventata famosa con un cortometraggio Essere o non essere una brava ragazza, che già come suggerisce il titolo sbeffeggia i tipici clichè appioppati addosso alle donne, molto  presenti peraltro nel porno tradizionale. Con quest’opera si è consacrata al pubblico e ha vinto un premio da esordiente al Festival Internazionale del cinema erotico di Barcellona.

Il cinema porno per le donne ha una spiccata attenzione per i particolari. Sono girati in ambientazioni curate ed eleganti, le storie ritraggono i personaggi in contesti veri e naturali (per intenderci non ci si accorge di stare in un set porno col classico letto+cuscini+comodino e basta), molte scene sono girate in ambienti aperti e soleggiati, e non manca mai una storia dove la donna è la protagonista, in cui non è oggetto passivo di attenzioni sessuali, bensì è lei stessa il motore acceso dei suoi desideri, sceglie lei il suo partner e, importantissimo, c’è una storia che li lega e che viene raccontata sin dall’inizio. I film di questo genere non hanno lo scopo di condurre lo spettatore alla masturbazione, bensì ambiscono a essere guardati, fino alla fine. Per regalare emozioni, farci sentire la passione, eccitare la mente. Che – non dimentichiamolo – è l’organo sessuale più importante che abbiamo.

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