Leccornia

Parlare? Dopo! Lo afferrò per la collottola con le dita smaltate di rosa lacca e gli infilò la lingua in bocca senza troppi preamboli. Il suo nuovo ragazzo parlava troppo. Era un intellettuale di quelli che ti seccano le palle con frasi del tipo “Ho appena finito di leggere l’autobiografia di Wiston Churchill, un capolavoro, 4800 pagine”. Bè questo si passava le serate d’inverno sotto le coperte, da solo, a farsi le pugnette con Churchill. Mamma mia, io sono proprio tutta un’altra pasta. Le notti le passerei ad ascoltare musica, chattare con gli amici e soprattutto a scopare. Ecco sì, a farmi della belle e fantomatiche chiavate con il mio uomo che dovrebbe parlarmi solo di quanto lo faccio godere IO, non Churchill! Matteo però era bravo a leccarmela, quello devo ammettere lo sapeva fare davvero bene e quindi non ci mettevo molto a infilare le mie dita morbide e lunghe fra i suoi capelli ricci e castani, sempre profumati di shampoo al ginseng. Gli mettevo la mano sulla testa e gliela spingevo giù verso la mia pancia perché in poche parole volevo la sua lunghissima infinitissima e morbidissima lingua. Di speciale c’è che aveva una punta eccezionalmente mobile che andava in tutte le direzioni a qualsiasi velocità possibile. Prima ci andava piano piano, leccandomi lateralmente, sui bordi delle grandi labbra, poi si insinuava come un serpente tentatore sulle piccole pieghe e solo dopo avermi torturato per minuti e minuti, attese tremende!, finalmente puntellava il clitoride con un millimetro di punta che ormai era colma di saliva caldissima e voglie nascoste che passavano per le sue pupille gustative. Mi assaggiava, percepiva di me ogni minimo sapore, beveva a grandi sorsate il mio liquido che scendeva sempre più sfacciato e profumato. Sono la tua lecccornia, prendi di me ogni attimo e fammi godere fino allo spasimo…sì sì…sento che mi sto aprendo fino al profondo dell’utero e che qualcosa chiama dalla mia pancia che si contrae tutta…ogni attimo mi fa sussultare e pretendo che la sua lingua con tutta la sua faccia bagnata si ficchino dentro la mia fica e mi scopino alla grande…sì sì scopami con la lingua che vai bene così…forse si può provare quel cosetto viola di gomma…sai quello piccolo e divertente che abbiamo comprato al sexy shop…dai infilamelo nel sedere, piano piano così, però mettiamoci un po’ di lubrificante prima và…aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah, ora mi sento tutta completamente aperta, ho tutti i miei buchini aperti, spalancati e disponibili a godere in un ritmo di danza tribale, forsennato e un po’ isterico…sento le mie cosce che ti stritolano la testa e il collo e la lingua va a finire proprio in quel punto lì, quello che piace a me…dove sento tutto il mar dei sargassi e il profumo delle orchidee…muovila ancora non ti fermare ti prego leccami leccami leccami e continua a ficcarmi dentro il culo il nostro bel giocattolino…mi stanno scoppiando nella testa mille miriadi di fantasie selvagge e incontrollabili…sono in una foresta vestita di pelli ed è l’ora del tramonto…mi stendo su un ramo alto di una pianta dalle foglie larghe per vincere l’arsura quando con scatto felino arriva su di me una tigre che sente l’odore potente della mia figa eccitata dal sole dell’Africa…si avvicina a passi lenti e felpati e mi appoggia le zampe sulle cosce, ha il pelo morbido e le unghie non mi feriscono…e allunga la lingua per leccarmela tutta in un colpo solo, attenta, precisa, immensamente tenera…l’animale selvaggio che torna piccolo e si abbandona al piacere lo rivedo in te che ti lasci andare a ogni mio sospiro…vedo il tuo cazzo che pulsa e diventa rossissimo, ma non lo voglio prendere per ora, voglio che mi accarezzi col tuo pennello-lingua che giri giri intorno al clitoride, che lo tocchi a momenti, l-e-n-t-i-s-s-i-m-i- sulla punta, che è tanto sensibile, che spingi a destra e poi a sinistra, e che prendi un po’ del mio succo fruttato e che mi baci per farmelo assaggiare…il movimento saettante diventa insostenibile e le fantasie mi passano davanti a velocità supersonica…cazzo duro, lingua veloce, sperma che schizza dappertutto, orgie, isole deserte, il big bang, tette sballonzolanti, il latte bevuto a colazione, il tuo sperma sulle mie tette, il mio liquido spalmato sulla tua faccia, la mia canzone rock preferita, 4 mani sul mio corpo, 8 mani, e tu che mi dici godi godi voglio sentirti godere, e io che ti prendo in parola e …vengo con un brivido che mi toglie la vista e mi uccide dolcemente. Accidenti questa roba è una vera leccornia.

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